metodo di gestione dell'acquario mediterraneo

Le esigenze degli organismi marini mediterranei non sono poi così diverse da quelle degli organismi tropicali ospitati negli acquari di barriera, ritengo che uno dei sistemi migliori per la gestione degli acquari marini mediterranei sia il metodo Berlinese.

I nutrienti (composti azotati, fosfati, silicati,...) devono essere sempre più bassi possibile.

La luce, se si riproduce un biotopo superficiale, deve essere abbondante (e quindi paragonabile ad un acquario tropicale), nel caso in cui si riproduca un ambiente coralligeno può essere più debole e quindi vanno bene i neon T8.

L'alimentazione deve essere
 abbondante, e quindi serve un filtraggio adeguato; in questo il Mediterraneo ha esigenze simili ad un acquario tropicale di animali azooxantellati (privi di alghe simbionti o zooxantelle).

Le differenze sostanziali tra reef e MED sono la temperatura (che nel reef è sempre molto alta e accelera i ritmi biologici), la densità (più alta nel mediterraneo), il più basso assorbimento di calcio nel mediterraneo (per cui non è necessario un reattore di calcio) e, in base al biotopo scelto, la luce.

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Allestimento: Se si impostata l’acquario con metodo berlinese + sabbia si dovrà scegliere prima di tutto se mettere uno strato sottile o procedere con un DSB (deep sand bed); dopo aver posizionato la parte tecnica, si inserisce prima l’acqua, poi la sabbia; questo per evitare che restino intrappolate delle bolle d'aria tra alla sabbia. Infine si potranno inserire rocce vive di buona qualità, che aiuteranno la maturazione.
E' consigliabile dare inizialmente poca luce, ma non buio totale, in questo modo gli organismi presenti nelle rocce che richiedono luce non soffriranno, ma allo stesso tempo si limiterà la crescita delle alghe; poco per volta si potrà aumentare.

Dopo almeno un mese sarà possibile introdurre i primi pesci e invertebrati, scegliendoli tra i più robusti, ed avendo cura evitare organismi che si insabbiano smuovono molto la sabbia (es.: oloturie, donzelle, stelle insabbiatrici, ghiozzi di sabbia,...).

Dopo circa un anno, ad acquario ben stabilizzato e maturo si potranno inserire organismi più delicati e qualche altro pesce.

Per gli organismi che si insabbiano invece farà la differenza il tipo di sabbia scelto e l'altezza dello strato.
In caso di DSB si dovrà stare più attenti e limitare il loro inserimento (non è necessario escluderli, è sufficiente non esagerare) in quanto danneggerebbero l'azione filtrante del DSB.
Nel caso di strato di sabbia sottile, il problema non si pone dato che in ogni caso non si instaurano i processi di denitrificazione che trasformano i nitrati in azoto gassoso.

Manutenzione:

  • un volta a settimana:
  1. pulire bene il bicchiere dello schiumatoio;
  2. pulire i vetri dell’acquari;
  3. verificare il livello dell'acqua nel serbatoio di rabbocco
  4. controllare il corretto funzionamento di tutti gli apparecchi (es.: pompe, gallegianti, lampade, refrigeratore,...).
  • una volta al mese:
  1. cambiare il carbone attivo;
  2. pulire i vetri della plafoniera;
  3. cambio d’acqua del 15%;
  4. controllare i principali valori dell'acqua con dei buoni test (pH, NH4, NO2, NO3, PO4).
  • ogni tre mesi:
  1. pulire tutte le pompe
  • ogni 6 mesi:
  1. pulire il refrigeratore;
  2. pulire lo schiumatoio.
Alimentazione:
  • ogni giorno: mangime in granuli per pesci
  • due volte a settimana: fitoplancton e mangime liquido per filtratori
Integrazioni: calcio, carbonati, magnesio

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