Il filtraggio

Nel tempo sono state scoperte tante tecniche di filtraggio dell'acqua dell'acquario ognuna con i suoi vantaggi e svantaggi e ognuna adatta ad una particolare tipologia di acquario.

I filtri si distinguono in filtri ossidanti, riducenti, meccanici, chimici, naturali.

Il filtro biologico, il filtro percolatore, il filtro sotto sabbia sono filtri ossidanti che grazie all’azione di alcuni batteri che vivono in ambiente aerobio (in presenza di ossigeno) trasformano l’ammoniaca (NH3) in nitriti (NO2) e questi ultimi in nitrati (NO3) destinati ad
accumularsi nell’acqua dell’acquario, in assenza di un filtro riducente. I primi due sono molto più tossici dei nitrati e vanno mantenuti a concentrazioni bassissime, mentre i nitrati sono tollerati da molte specie anche a concentrazioni relativamente elevate.

In acquari d’acqua dolce o di soli pesci, in alcuni casi, possono essere tollerate anche concentrazioni intorno ai 100 mg/l (anche se non è mai consigliabile raggiungere tali valori).

Generalmente questo tipo di filtro viene utilizzato negli acquari d’acqua dolce o in quelli marini di soli pesci, mentre se vogliamo allevare anche invertebrati (in particolare se tropicali) dovremmo tenerli a concentrazioni molto più basse, sotto i 30 mg/l.

Chiaramente queste non sono concentrazioni ottimali, ma semplicemente tollerate e quindi noi dovremmo cercare, sempre, qualunque tipo di acquario stiamo realizzando, di tenere anche i nitrati prossimi a 0 mg/l.

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Il filtro denitratore è un filtro riducente, cioè che, grazie all’azione di batteri anaerobi (che vivono in ambienti a bassa concentrazione di ossigeno), riduce i nitrati (NO3) ad azoto gassoso (N2) che essendo volatile torna libero nell’atmosfera.

E’ un filtro che funziona generalmente grazie all’aggiunta di fonti di carbonio organico, come l’alcool etilico o di zolfo, e sono abbastanza delicati da gestire e quindi consigliati solo ad acquariofili che hanno già una certa esperienza e dimestichezza con la chimica.

Nel caso in cui il flusso all’interno del denitratore sia troppo lento si creerà un ambiente anossico e si libereranno, nel nostro acquario, solfati che sono molto tossici.

Come filtri meccanici abbiamo il carbone attivo che ha un potere adsorbente e serve a togliere dall’acqua le sostanze coloranti, i fenoli, le tossine rilasciate dagli invertebrati tracce residue di medicinali e molte altre molecole nocive disciolte nell’acqua. Insieme a queste sostanze vengono tolti anche tanti altri elementi importanti come lo Iodio che di conseguenza vanno reintegrati, se si fa costantemente uso di carbone attivo.

Un altro filtro meccanico è la lana di perlon che trattiene il particolato che c’è in sospensione nell’acqua e andrebbe usato prima di ogni altro tipo di filtro e lavata o sostituita ogni settimana per evitare che si trasformi in un filtro biologico e "produca" nitrati.

Nella categoria dei filtri meccanici rientra lo schiumatoio di proteine (skimmer). Anche questo, come la lana di perlon elimina il particolato prima che si trasformi in nitrati e fosfati, ma senza il rischio che anche solo una piccola parte di ciò che ha già asportato vada ad inquinare l’acqua dell'acquario.

Come filtri chimici abbiamo le resine a scambio ionico che trattengono ioni nocivi (come ad esempio gli ioni fosfato) e rilasciano nell’acqua ioni non nocivi.

Un altro materiale filtrante è la zeolite che ha sia funzione chimica (scambio ionico), che però nell’acquario marino perde molta della sua efficacia a causa dell'elevata concentrazione di ioni sodio (Na+), che funzione adsorbente come il carbone attivo.

Oltre a questi sistemi di filtraggio abbiamo a disposizione una serie di filtri naturali.

Il filtro ad alghe ha la funzione di tenere basse le concentrazioni di azoto e fosforo che vengono assorbiti dalle alghe. Consiste in una vasca illuminata 24 ore su 24 con all’interno un’elevata quantità di alghe a crescita rapida come Caulerpa o Chaetomorpha che devono essere potate con regolarità per asportare i nutrienti.

Queste per crescere sfruttano i fosfati e le sostanze azotate disciolte nell’acqua.

Il filtro DSB (deep sand bed) e il filtro Jaubert hanno funzione ossidante negli strati superficiali e riducente negli strati profondi e sono dei sistemi di filtraggio molto naturali e completi, molto indicati per l'allestimento di acquari marini.

Anche le rocce vive, se sufficientemente porose e con pori non troppo larghi, riescono a svolgere una buona funzione riducente (al loro interno) oltre che ossidante sulla loro superficie esterna e superficiale.

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